Milano 30 aprile 2010
Ken Wilber nella sua teoria “integrale” parla di quattro quadranti. Per la maggior parte delle persone risulta inizialmente un po’ difficile comprendere i quattro quadranti, mentre in seguito diventa molto facile utilizzarli. Dice Wilber: “I quadranti si riferiscono al fatto che qualsiasi cosa può essere osservata da quattro prospettive, per così dire: possiamo osservare qualcosa dall’interno o dall’esterno, e al singolare o al plurale. Per esempio, la mia coscienza in questo momento. Posso osservarla dall’interno, nel qual caso osservo i miei vari sentimenti, speranze, paure, sensazioni e percezioni che posso avere in ogni momento dato. Questa è una visione in prima-persona o fenomenologica, descritta del linguaggio dell’io. Ma la coscienza può anche essere osservata in modo oggettivo, “scientifico”, nel qual caso potrei concludere che la mia coscienza sia il prodotto di meccanismi cerebrali oggettivi e di sistemi neurofisiologici. Questa è una visione oggettiva o in terza-persona. Ma la mia coscienza o “io” non esiste in un vuoto; esiste in una comunità di altri “io”. Quindi in aggiunta all’osservazione della coscienza al singolare, possiamo considerare come la coscienza esista al plurale (come parte di un gruppo, di una comunità, di una collettività). All’interno della collettività, troviamo tutte le varie visioni del mondo condivise, l’etica, i costumi, i valori, e le strutture intersoggettive che quei gruppi di individui hanno in comune (che si tratti di famiglia, pari, corporazione, organizzazione, tribù, città, nazione, pianeta). L’interno del collettivo è descritto nel linguaggio del “noi”. Dall’esterno, osserviamo tutte le strutture oggettive e le istituzioni sociali del collettivo, come gli edifici, le infrastrutture e la base tecnologica ed economica (caccia e pesca, orticoltura, agraria, industriale, informatica), gli aspetti quantitativi della società (i tassi di natalità e mortalità, gli scambi monetari, i dati oggettivi), i modi di comunicazione (stampa, telegrafo, telefono, internet), ecc. Questi sono tutti “essi”, oggetti, o modelli dei sistemi sociali interoggettivi. Abbiamo, quindi, quattro prospettive principali (l’interno e l’esterno del singolare e del plurale); io, ciò, noi, essi. (Ken Wilber). Chi volesse approfondire la visione integrale di Wilber, può trovare su questo sito articoli e traduzioni.